Ilaria Buraschi è educatrice e lavora per l’Azienda Servizi Sociali di Bolzano, come responsabile del Servizio di accompagnamento socio pedagogico abitativo. Il suo compito è quello di accompagnare persone con problemi psichici e sostenerli affinché riescano a vivere in autonomia. Christiane Gruber ist Sozialpädagogin, arbeitet seit 2015 für die Lebenshilfe und hat 2018 die Koordination der Sozialpädagogischen Wohnbegleitung für Menschen mit Beeinträchtigung in Bozen im Auftrag des Betriebs für Sozialdienste Bozen übernommen. Das Team, welches diese Aufgabe hat, besteht aus drei Personen, zu denen sich bald eine vierte hinzugesellen wird.
PE: Christiane, du hast mir erzählt, dass du mit der Begleitung von acht Klient/inn/en begonnen hast, aus denen bis heute 25 geworden sind. Zu wievielt wohnen diese Personen zusammen?
Gruber: Es handelt sich in der Regel um Menschen mit einem sehr hohen Autonomiegrad, und die meisten leben allein. In einzelnen Wohnungen leben auch zwei oder drei Klient/inn/en zusammen. Sie gehen einer Arbeit nach und organisieren meist auch selbst ihre Freizeit. Fast alle leben in einer Wohnung, die ihnen vom Wohnbauinstitut zur Verfügung gestellt wurde. Das ist wichtig, da für die meisten eine normale Miete nicht erschwinglich wäre.
PE: Worin besteht nun deine Aufgabe?
Gruber: Meine Aufgabe ist zum einen Teil die direkte Begleitung der Klient/inn/en, sie in ihren Wohnungen zu besuchen, sie in ihrer Autonomie zu unterstützen und das eventuelle Zusammenleben mitzuorganisieren, etwa durch die Erstellung von Wochen- und Einkaufsplänen. Es gilt auch, anfallende Probleme des täglichen Lebens aufzugreifen und gemeinsam nach entsprechenden Lösungen zu suchen. Manchmal geht es auch darum, bei Aussprachen mit den Arbeitgebern und den Sachwalter/inne/n mit dabei zu sein. Unsere Aufgabe besteht natürlich auch darin, gut zu beobachten, worin der jeweils konkrete Unterstützungsbedarf besteht. Im Normalfall stehen jeder Person 20 Begleitstunden im Monat zu, doch dieses Pensum kann variieren. Die meisten unserer Klient/inn/en benötigen inzwischen nur mehr eine bis zwei Stunden wöchentlich, was uns zeitliche Spielräume in unserer Tätigkeit öffnet.
PE: Ilaria, qual’è la differenza tra il lavoro di Christiane e il tuo? E in che cosa consiste la vostra collaborazione?
Buraschi: Nell’organizzazione del servizio non c’è molta differenza. Tutti e due coordiniamo un team. Nel mio team siamo in cinque. In questo momento noi stiamo seguendo 36 utenti. Nella pratica il lavoro è più o meno uguale. La Lebenshilfe si occupa di persone con difficoltà cognitive, noi della ASSB seguiamo persone con problemi in ambito psichiatrico. Forse la differenza più grande dei nostri servizi sta nel fatto che con persone con problemi cognitivi l’andamento è più stabile, mentre seguendo persone con problemi psichici si è confrontati con molta più instabilità. Noi nell’approccio con l’utente dobbiamo essere molto più flessibili, le persone magari si scompensano più facilmente, abbiamo delle problematiche che sono diverse.
PE: Quali sono gli appartamenti dei vostri utenti? Anche loro usufruiscono in gran parte dell'appoggio dell’IPES?
Buraschi: Sì, quasi tutti gli utenti sono in affitto in alloggio IPES, singolo o collettivo. Ogni utente presenta una realtà diversa. Ognuno ha le sue difficoltà, ognuno le sue capacità, personali e finanziarie. Quindi noi cerchiamo sempre di supportarli in quello che sono le loro mancanze. Questo però senza prevalicare, senza sostituirci a loro. Alcune persone vengono sostenute nella gestione della casa, altre nell’organizzazione della quotidianità, nella spesa, altri hanno difficoltà nell’organizzazione economica, altri nell’organizzarsi il tempo libero. Con altri invece abbiamo dei colloqui settimanali per capire qual’è lo stato emotivo, di salute, questo per monitorarli. Alcuni di loro li vediamo una volta alla settimana, altri anche quotidianamente. Il servizio infatti deve avere una certa flessibilità, anche mentale, nell’organizzarsi. Così l’operatore si gestisce il suo lavoro ogni settimana dandosi delle priorità. Quindi è possibile, quando ci troviamo per le riunioni e ci progettiamo degli interventi, che poi devono essere modificati perché subentra un’emergenza. Questa è un po’ la caratteristica principale del nostro servizio, che però nello stesso tempo gli dà valore.
PE: Werden eure Klient/inn/en auch in ihrer Freizeit von euch begleitet?
Buraschi: La gestione del tempo libero è un tema molto spinoso, spesso e volentieri gli utenti fanno fatica a organizzarsi. Uno dei temi principali è proprio la solitudine e la gestione del tempo. Il servizio dedica molto tempo a supportare gli utenti nella gestione del loro tempo, per questo si avvale anche della collaborazione con le associazioni sul territorio che curano il tempo libero per malati psichici. Vi sono ad esempio il punto d’incontro Spaziosissimo o l’associazione Ariadne.
Gruber: Auch für unsere Klient/inn/en ist die Freizeitgestaltung eine große Herausforderung. Viele schaffen es nicht, ihre Freizeit selbständig zu organisieren. Wir arbeiten deswegen eng mit den Freizeitdiensten der Lebenshilfe selbst und jenen anderer Vereine wie AIAS und AEB zusammen.
Buraschi: Si presenta anche l’aspetto economico. Di solito i nostri utenti percepiscono unicamente la pensione di invalidità più una paghetta, e con questo devono pagarsi l’affitto e tutto ciò che serve per vivere. Le persone con problemi psichici solitamente hanno un alto livello di autonomia e quindi non hanno diritto all’assegno di cura. Pochi riescono ad avere un lavoro retribuito tramite stipendio. La maggior parte di queste persone lavora nei laboratori protetti. Perciò un qualche corso, una serata al cinema, al teatro, un piccolo viaggio di svago o una pizza con amici per loro, se non sono aiutati da qualche genitore, parente o conoscente, rimane quasi sempre solo un sogno. La cosa bella però è che c’è sempre più consepolezza nella società come nelle istituzioni, che ogni individuo ha diritto di vivere una vita autodeterminata secondo i propri desideri e sostenuto nelle proprie autonomie. La legge 2015 ha dato un grande impulso e una presa di coscienza diretta in merito ai diritti delle persone con disabilità e con problemi psichici. Noi come servizi siamo pronti a supportarli.
PE: Ich danke euch für das aufschlussreiche Gespräch. Im Bewusstsein und mit der Feststellung, dass sich in unserer Gesellschaft vieles hin zu einem inklusiveren Leben für Menschen mit Beeinträchtigung bzw. einer psychischen Problematik entwickelt hat, wünsche ich euch weiterhin viel Freude an eurer Arbeit.
Lebenshilfe Südtirol